Messy Corner
Appreciate me now and avoid the rush

Who's this?
I'm just the kid who's had too many chances.

< /3
Myself, being lonely, tons of people, lies, stupid people, everyone who doesn't stand for his beliefs.

<3
Myself, music, reading, meeting new people, road tripping, the United States, a whole lot of bands like Fall Out Boy, Blink 182, The Offspring, Acceptance, Papa Roach and so on; oh and last but not least, I fuckin adore Jack Kerouac's books.

What else?
Kisses cause troubles
Theres a beautiful sky tonight


Don't forget me
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lunedì, 09 novembre 2009

Tra due come noi, si sapeva già come sarebbe andata a finire. Senza neanche iniziare.
Ti svegliavi presto per aspettare fino a tardi una chiamata che non sarebbe arrivata.
Sembrava tutto più surreale di quel che avrebbe dovuto essere. Ben più solenne di quel che sarebbe potuto diventare. Credevi in me più di quanto lo facessi io, non che ci volesse molto.
Eri un pensiero a cui aggrapparsi durante una lezione in una lingua (ancora) sconosciuta e l'ispirazione per riempire giornate e pagine di quaderni con rime e accordi ridondanti.
Poi il tempo ci ha insegnato che la vita non è solo fatta di frange e messaggi (più o meno) subliminali sul proprio blog, di popolarità al liceo e di foto ritoccate con Photoshop e commentate su MySpace. Si, nella nostra (prei)storia Facebook era ancora un gigante sconosciuto, riservato agli studenti dei college americani.
Ed oggi tu resti tu, con i tuoi sogni di isole (non troppo) lontane ed io rimango io, a sorridere guardandoti crescere.
E ogni tanto bussa alla porta l'ennesimo "noi" mai esistito, rinfacciandomi la tristezza nei nostri sorrisi e la felicità nel nostro essere goffi.
Per fortuna il Warped Tour arriva puntuale, ogni anno.
Che poi il dubbio resta sempre - in quel periodo era il cielo ad essere fantastico, o era il nostro modo di guardarlo?
messy | 00:26 | commenti | link


domenica, 08 novembre 2009

Le conseguenze del rimanere in silenzio.
L'impossibilità di toccare quel che tocca te.
Gli artisti che sono da sempre la colonna sonora dei miei momenti migliori, e quelli che (da ancora prima) accompagnano i momenti peggiori.
Da "noi non possiamo vincere" a "noi non possiamo perdere".
Il tempo come peggior cura e migliore illusione.
Succo al mango e snack macrobiotici.
Vite da rockstar e date di scadenza ignorate.
Come vivere per sempre.
Quei pomeriggi al gusto di solitudine che trascorrevamo insieme.
"Noi non dovremo mai ascoltare nessuno, riguardo a niente"
I coltelli messi da parte per una notte.
Mi manca il mix di alcol, vaselina, inchiostro e adrenalina.
Quel sorriso non vuol dire niente.
Le storie troppo brevi e quelle che si trascinano per l'eternità.
Piani di battaglia e manuali di sopravvivenza.
Tutto è già stato fatto e tutto è già stato detto.
Appuntamento tra la ventitreesima e la quinta.
messy | 15:38 | commenti | link


venerdì, 06 novembre 2009

Ho avuto un brivido e, vista l'ora, ho pensato che potessi essere solo tu.
Conoscerti era amarti ed io agivo in incognito per scoprire un po' di te, senza essere scoperto.
Le allusioni, l'illusione e la (con)fusione.
Per quanto possa sembrare una contraddizione - il John Cusack della situazione non falliva mai.
I banchi di scuola erano scomodi per dormire, ma sin troppo comodi per innamorarsi.
Tu, i tuoi sogni in chissà quale lingua e il tuo bisogno di sicurezza per compensare le tue insicurezze.
Ed io, tra una partenza per New York ed un'altra per Neverland, a promettere di voler tornare a casa.
D'altronde, chi avrebbe mai detto che avrei avuto bisogno di tutto questo tempo da solo? Avevo già così tanto, eppure, in qualche modo, avevo anche bisogno di (S)te.
Siamo stati il "per sempre" più breve della storia e non eravamo neanche la fine del mondo - solo la fine di noi.
messy | 01:23 | commenti | link


lunedì, 02 novembre 2009

Eravamo ancora giovani e con una vita davanti (da sbagliare).
Esplosione ed espressione di tutto quel che non avremmo dovuto e non volevamo essere.
Era vero. Era il silenzio nell'attesa ed erano le palpitazioni. In ascensore, quando il treno approcciava la stazione, sulla strada per casa tua, in ascensore, sul pianerottolo, nell'aspettarti a letto.
Ed ecco un altro motivo per sperare di sognarti anche 'sta notte.
messy | 00:58 | commenti | link


mercoledì, 28 ottobre 2009

Se scrivere di te guardandoti o sognando(ti ad occhi aperti) non fa differenza, allora credo che sognando guardandoti sarei in grado di riscrivere i libri di storia.
Forse quando si ridurra' tutto ad un tramonto e (troppi) battiti cardiaci, sarai più' mia di quanto non potrai mai essere.
messy | 16:30 | commenti | link


lunedì, 26 ottobre 2009

"Noi" era una lezione al mondo su come vivere per sempre. Ma il mondo non (ci) seguiva. E a noi andava bene così. Ci andavamo bene così, a trovare eccellenti scuse per essere sempre in ritardo. Che tanto noi non ne avevamo mica bisogno.
Pensavo di essere guarito da me stesso, ma certi sguardi portano alle più pesanti ricadute.
Mi sono sempre chiesto cosa si nascondesse dietro la perfezione. Prima di quelle notti d'autunno.
messy | 22:23 | commenti | link


domenica, 25 ottobre 2009

E' difficile prendermi (sul serio). Anche senza le parentesi o quel che vi è dentro.
E' imbarazzante quanto sia ossessionato con la versione di (S)tè che una volta odiavo.
A metà tra inseguire il passato e rincorrere il futuro.
Tra il riascoltare l'ennesima cover di Hallelujah e sognare dietro ai video dei season finale di OC.
Tira i dadi o pesca una carta, il succo non cambia.
Lo sguardo giusto, il gesto illuminante, il fascino disarmante. Più gioco delle tre carte che gioco di ruolo.
Ossessione silenziosa e il futuro nella complicità dei nostri respiri.
Ma a te non interessa, vero?
messy | 23:41 | commenti | link



Le pazzie non si fanno mai da soli. Beato lui, o beato me?
Il nostro vero problema è che siamo capaci solo a dimenticare ciò che non dovremmo dimenticare.
messy | 01:51 | commenti | link


venerdì, 23 ottobre 2009

Era alchimia a prima (s)vista, la vittoria dell'esibizionismo e del (far) credere in sè stessi. L'ingenuità, mal celata dall'elettricità dei primi sfioramenti. I dubbi, ma soprattutto la speranza. Io, te e una scismogeni complementare.
Baci sul collo di (dis)approvazione e il non avere il coraggio di raccontarti quel che provavo quando mi mettevi i brividi. Scritte sulle mani e cancellate dalla punta della lingua. Provocare e non concedersi. Sguardi complici e parole estranee.
Tu che sapevi già che se io fossi entrato nei tuoi sogni, sarei ben presto finito nei tuoi incubi. Io che perdevo tutto il mio tempo su di te, e che avrei ucciso per sapere che tu pensavi a me almeno mentre ti truccavi.
A due centimetri dalle tue labbra tutto sembrava difficile, ma possibile.
Era prima che il volume della musica iniziasse ad essere sempre un po' troppo alto.
E tu, tu eri in grado di non farmi perdere quel tipo di ispirazione che oggi mi colpisce un paio di secondi al giorno, e che spesso in svanisce prima che la pagina di Splinder faccia in tempo a comparire.
Se, pur non avendo apparenti interessi in comune, ci desideravamo così tanto, vuol proprio dire che hai perso la tua occasione.
Il sogno di un inverno, dal tuo punto di vista.
messy | 00:50 | commenti | link


domenica, 18 ottobre 2009

Eravamo io e te. E la tua incoerenza, che, sul momento, era più che benvenuta. Il più dolce tipo di esasperazione e la più spaventosa incoscienza. Tu dicevi poco ed io pensavo troppo. Io respiravo veloce, e tu pensavi al resto.
Tu eri di un altro, ma noi eravamo solo nostri.
Mi sono quasi rotto la testa all'idea che probabilmente nessuna varrà mai per me quel che tu valevi quella notte.
messy | 14:24 | commenti | link